[ITALY] Sexual services in Exchange for refugee status: arrested the President of Caritas of Trapani

(ENG/ITA)

published on Megam.info and Huffington Post

The Curia suspends the priest – meanwhile the priest was raised in anticipation that the judiciary do its course, prudence, from all pastoral duties. It communicates the curia vescovile di Trapani expressing sorrow and bitterness after the custody order that has reached this morning the Reverend don Librizzi. Trusting in the activities of the judiciary to ensure maximum collaboration for the ascertainment of truth, we call on the ecclesial community to intensify prayer aware from the words of the Gospel that only the truth makes free. Benefits to those who asked for refugee status, according to the indictment, don Librizzi would ask for sexual services to male migrants who demanded political refugee status. The priest was very influential, component pointed to pm Paul Sciuva at a press conference in Trapani, territorial Commission at the Prefecture, member status is released. Forced young people to sexual performance, said the Chief Prosecutor Marcello Viola – using pressure, leveraging on its apical part, its dominant position. The survey, which has not yet ended, for now involves only don Librizzi. Fundamentals were eavesdropping. Pre-trial detention in prison-among the victims, eight or more, there are not only migrants but also in need who had turned to Caritas. The charges relate to incidents ranging from 2009 to the present day. In particular the episodes found would be concentrated in the last six months. Sexual performance would have occurred in the priest’s car, which investigators had placed bedbugs. The priest was taken to jail. We requested and obtained custody in prison-said the Prosecutor Viola-because there is a risk of contamination of evidence, but also of re-offending.

Don Sergio Librizzi arrestato. Il presidente della Caritas di Trapani è accusato di concussione e reati sessuali

Il presidente della Caritas di Trapani, don Sergio Librizzi, è stato arrestato dalla sezione della forestale presso la procura con l’accusa di concussione e reati sessuali. Il prete è stato fermato nella canonica della chiesa di San Pietro, di cui è parroco. Non si conoscono ancora dettagli sulla vicenda in cui secondo l’accusa è coinvolto.

Don Librizzi avrebbe approfittato del suo ruolo di componente della commissione territoriale di Trapani per il riconoscimento della protezione internazionale, per costringere richiedenti asilo a prestazioni sessuali in cambio del rilascio dello status di rifugiati. Concussione e violenza sessuale pluriaggravata sono le imputazioni formulate nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Trapani su richiesta della Procura.

Al sacerdote, che ha 58 anni ed è originario di Petralia Soprana, in provincia di Palermo, vengono attribuiti otto episodi specifici di abusi sessuali. Il primo e più remoto caso risale al 2009, mentre gli altri sette sono molto più recenti e si collocano tra febbraio, marzo e maggio di quest’anno. Vittime in maggioranza giovani stranieri ma anche un italiano, tutti maggiorenni. Alcuni rapporti sessuali avvenivano nell’auto del prelato. “Facendo pesare il proprio ruolo in commissione – ha detto il procuratore di Trapani Marcello Viola – avrebbe compiuto una serie di abusi sessuali costringendo i destinatari a prestazioni sessuali lasciando intendere di potere agevolare od ostacolare il riconoscimento dell’asilo. Un comportamento che assume una particolare gravità per la posizione di dominio che esercitava su soggetti deboli per estrazione e provenienza”.

Il prete è stato sollevato “in attesa che la magistratura faccia il suo corso, per prudenza, da tutti gli incarichi pastorali. Lo comunica la curia vescovile di Trapani che esprime “dolore e amarezza in seguito all’ordinanza di custodia cautelare che ha raggiunto questa mattina il reverendo don Librizzi” “Confidando nell’operato della magistratura a cui assicuriamo il massimo della collaborazione – osserva la nota – per l’accertamento della verità, chiediamo alla comunità ecclesiale d’intensificare la preghiera coscienti dalle parole del Vangelo che solo la verità rende liberi”.

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