[ITALIA] Ponte Galeria in rivolta : cucersi le bocche per protesta

Migranti si cuciono la bocca al Cie di Ponte Galeria: protesta estrema contro la detenzione

(pubblicato su Magazine Excite)

Protesta shock al centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria a Roma, dove 8 immigrati di varie nazionalità hanno deciso di cucirsi la bocca per rendere partecipe l’opinione pubblica italiana e internazionale del loro disagio.

Il primo a mettere in atto questa iniziativa estrema, secondo quanto riferito dal personale della struttura nelle ore seguenti al drammatico episodio, sarebbe stato un giovane imam giunto in Italia dalla Tunisia, poco più che trentenne, seguito subito dopo da altri ospiti del Cie, intenzionati a dare un segnale forte senza esitare a procurarsi ferite profonde pur di attirare l’attenzione dei media sulla loro difficile condizione.

Lo scandalo recente di Lampedusa, venuto a galla grazie alla video-inchiesta mandata in onda lunedì scorso dal Tg2, ha acceso i riflettori delle tv di tutto il mondo sull’emergenza immigrazione e sul problema del rispetto di diritti e dignità umana all’interno di quelli che in molti considerano qualcosa di simile a dei “lager” incompatibili con un moderno Stato democratico.

Qualche “testa”, a partire dai gestori del Cie del piccolo comune isolano della Sicilia, è già caduta in risposta alle polemiche seguenti alla pubblicazione dell’imbarazzante filmato, mentre non mancheranno altri provvedimenti, come assicurato dal ministro dell’Interno Angelino Alfano in queste ore, tesi ad ammorbidire la linea delle istituzioni italiane nei confronti deimigranti sfuggiti a guerre, fame e persecuzioni nei Paesi d’origine.

Proprio il gesto disperato dei “detenuti” di Ponte Galeria sembra aver suscitato un’ulteriore ondata d’indignazione, oltre che una riflessione negli ambienti governativi. In questo senso, il commento del viceministro con delega alla sicurezza Filippo Bubbico apre un’importante breccia sul fronte delle politiche dell’accoglienza: “Sono notizie sconvolgenti”, ha detto l’esponente dell’esecutivo Letta riferendosi alla vicenda dei ragazzi che si sono cuciti la bocca nel centro d’identificazione ed espulsione del Lazio, per poi aggiungere che “bisogna superare questo modello inutile che produce disagi e sofferenze, per abbassare la tensione e ricostruire un clima di serenità”.

Nella stessa direzione si stanno peraltro muovendo da tempo alcune forze politiche, non solo dell’area della maggioranza, decise a chiedere sin dai prossimi appuntamenti parlamentari una netta inversione di rotta (sulla scorta delle precise indicazioni provenienti anche dall’Unione Europea) in materia di integrazione e diritti umani.

A Cie Ponte Galeria in 50 attuano sciopero fame

(comunicato Agenzia ASCA)

(ASCA) – Roma, 23 dic – Sarebbero una cinquantina gli immigrati, “ospiti” del Cie di Ponte Galeria, nei pressi di Fiumicino, che hanno deciso di protestare attraverso uno sciopero della fame. Attualmente nella struttura sono presenti 90 immigrati, 60 uomini e 30 donne, in attesa del vaglio delle loro rispettive posizioni.

Una forma di protesta che, quindi, continua dopo la drammatica scelta ieri da parte di una decina di migranti di cucirsi la bocca.

Dall’interno del Centro filtrano notizie di una situazione che resta, comunque, tesa ma difficilmente raccontabile visto che anche oggi sono state respinte le richieste dei media di poter far ingresso nella struttura.

CIE Ponte Galeria, La protesta continua. Il Garante: situazione difficile

(pubblicato su Lazio 24 News)

CIE PONTE GALERIA, LA PROTESTA CONTINUA. IL GARANTE: SITUAZIONE DIFFICILE

23 dicembre 2013
shareSalgono a 10 migranti, 5 tunisini e 5 marocchini, che continuano a protestare nel centro Cie di Ponte Galeria. Gli cuciti la bocca con un filo per attirare l’attenzione. “I dimostranti sono in buone condizioni, anche se continuano a rifiutare di incontrare gli operatori che gestiscono il Cie”, si legge in una nota di Garante Angiolo Marroni, Garante dei detenuti.“Quella di Ponte Galeria è una situazione difficile – ha detto Angiolo Marroni – ma di momenti complessi ne abbiamo vissuti molti, soprattutto quanto la struttura, che da mesi ospita una media di 100 persone, si è trovata a gestire anche 300 immigrati. Ciò che voglio sottolineare è che non siamo di fronte ad una riproposizione di quanto accaduto a Lampedusa. La correttezza ed il rispetto dei diritti di chi gestisce il CIE non sono in discussione”.

CIE-PONTE-GALERIA-004

Mancanza di riscaldamento e centro sovraffollato. “il Garante aveva sollevato il problema della fatiscenza del Cie e, in particolare, della mancanza dei riscaldamenti nei moduli abitativi dovuta al fatto che le nuove gare d’appalto del Ministero dell’Interno non prevedono, al loro interno, gli interventi di manutenzione con conseguenti tempi lunghissimi per provvedere alla gestione di ogni tipo di disservizio”.

“Dal punto di vista economico un immigrato in carcere costa quotidianamente allo Stato 130 euro. Applicare le norme che già esistono consentirebbe di alleggerire il sovraffollamento delle carceri, risparmiare risorse da riutilizzare per migliorare le strutture, interrompere il circolo vizioso esistente tra carcere e Cie e avviare un percorso virtuoso volto all’effettivo miglioramento delle condizioni di vita del detenuto straniero”, ha concluso il Garante.

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